Wall-E storytelling fiaba

C’era una volta lo Storytelling

Secondo la Morfologia della fiaba di Propp, l’arte dello storytelling ha 4 punti fissi: un equilibrio iniziale, la rottura dell’equilibrio, una prova da superare (con varie peripezie da parte dell’eroe) e una conclusione, che coincide con un ritorno all’equilibrio (di solito, migliore di quello iniziale). 

In ogni storia – e in ogni storytelling che si rispetti – c’è sempre un momento in cui il protagonista pensa di non farcela, e che tutto sia perduto. In fondo è normale, non sarebbe una storia avvincente, altrimenti. 

Ma la storia non finisce quando Biancaneve mangia la mela avvelenata, o quando Cenerentola viene chiusa in soffitta.

No. La storia continua. E quando meno ce lo aspettiamo, ecco arrivare l’eroe. 

Sapete perché abbiamo così tanto bisogno delle fiabe, e anche dello storytelling? Per imparare a scrivere la nostra storia. 

Per fare ordine, semplificare le cose, distinguere tra buono e cattivo. Per avere il coraggio di andare avanti quando il mondo ci crolla addosso. Per trovare una morale. Per ricordare a noi stessi che esiste un lieto fine, e che spetta a noi (spoiler: non ai principi azzurri) scrivere il nostro. 

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