My bittersweet quarantine

My bitter sweet quarantine

Non ho mai avuto grandi problemi ad addormentarmi. Sono una di quelle persone che sprofonda in un sonno pieno di sogni (o incubi, all’occorrenza) non appena sfiora il cuscino. Eppure, ieri sera non riuscivo a dormire. Mi giravo e rigiravo tra le lenzuola, e pensavo alle cose che avrei dovuto fare questa settimana.

Il lavoro, il mio blog, un nuovo capitolo del mio libro. Le ore da dedicare allo sport, la spesa online, il bucato, le pulizie. Il pane fatto in casa che, da settimane, mi propongo di preparare (idea curiosa, visto che non cucino quasi mai). Una lunga lista di “dovrei” che diventa ogni giorno più ingombrante, insieme al mio senso di colpa per ogni voce non spuntata.

Buffo che con tutto quello che sta succedendo intorno a me, io perda notti di sonno per il pilates e il pane fatto in casa. O forse no. Forse mi serve aggrapparmi alla routine, riempire le mie giornate di cose da fare, per non lasciarmi sopraffare dall’incertezza e dall’inquietudine.

Ma è davvero possibile ignorare la volubilità delle nostre vite? Fingere che tutto sia prevedibile, attraverso una lista interminabile di to do? Può darsi. Ma di certo non per tutti funziona.

My bittersweet quarantine

Alcuni reagiscono a questa quarantena con mille piani e attività. Altri no. E va bene così.

Forse non siamo obbligati a fare cento addominali ogni giorno, studiare una nuova lingua o imbiancare il garage, se non ci va. Forse, in questo momento, dovremmo usare il nostro tempo libero per fare quello che ci fa stare bene. Riposare, se siamo stanchi. Chiamare un’amica, se abbiamo bisogno di non pensare per un pò. Scrivere una poesia. Prendere il sole in giardino. Non fare niente, se è quello che ci serve.

Non penso ci sia un modo sbagliato per affrontare questa situazione. Stiamo vivendo qualcosa che non abbiamo mai vissuto prima: non sappiamo come si fa. Forse dovremmo solo accettare che le cose intorno a noi cambieranno, e scegliere di cambiare insieme a loro. Imparare ad essere più gentili. Con il mondo, ma soprattutto con noi stessi.

Mondo silenzioso

“Finché ogni cosa si fermò
e il mondo si fece più silenzioso.

E in tutto quel silenzio
le persone cercavano nuovi modi di vivere
e di ascoltare

qualcuno trovò la libertà
qualcuno pensò di averla persa

c’era chi scriveva canzoni
chi liberava gli armadi
chi sistemava i pensieri

c’era chi sfidava le proprie ombre
e chi le incontrava per la prima volta.

E mentre la gente era impegnata ad ascoltare

i delfini nuotavano nei porti
le foreste tornavano a respirare
e le stelle si facevano più luminose.”

Firma_Cristina_Maran

Un pensiero riguardo “My bitter sweet quarantine

Rispondi