Firenze, raccontami una storia | Le buchette del vino

Arte. Storia. Shopping. Cucina. La bella Firenze ha mille volti.

C’è Piazza del Duomo, dove il maestoso marmo verde e bianco della Cattedrale di Santa Maria del Fiore incanta da secoli i suoi avventori. C’è il Ponte Vecchio, appollaiato sull’Arno e costellato di antiche botteghe orafe. Ci sono Palazzo Pitti e le Gallerie degli Uffizi. E poi ci sono le piazze e le strade, che nascondono tra le loro pieghe stemmi e tabernacoli, e custodiscono nei loro nomi storie di artigiani e nobili casati.

A Firenze tutto, anche il più piccolo ciottolo, ha una storia da raccontare. Quella che vi racconterò oggi, però, è senza dubbio una delle più graziose.

Avete mai sentito parlare delle buchette del vino?

Duomo Firenze, Cattedrale di Santa Maria del Fiore

Firenze, raccontami una storia

Siamo nel ‘500, e delle piccole finestrelle fanno capolino sul fianco dei palazzi delle famiglie più in vista della città. È l’ora di pranzo. Mercanti, operai e negozianti camminano per le strade, scambiandosi cenni di saluto e accostandosi alle mura al passaggio di carri e carrozze.  Alcuni vanno di fretta, altri invece se la prendono comoda. Un viandante si fruga in tasca, alla ricerca di qualche moneta, e lascia vagare lo sguardo alla ricerca di una di quelle porticine.

Dovrà camminare per un paio di vie, prima di avere fortuna. E poi finalmente eccola lì, a circa un metro dal suolo, una buchetta che misura poco più di una spanna. Toc toc. La porticina si apre. Le monete tintinnano nella paletta di metallo che un servo porge dall’interno. Si sente odore di vino, mentre il servo riempie un fiaschetto e lo porge alla mano tesa del viandante.

L’avventore, soddisfatto, se lo porta alle labbra. Giusto due sorsate, per dare modo alla lingua di incontrare il sapore ruvido del mosto cotto. Si asciuga il mento con la manica, poi ricomincia a camminare, il fiaschetto che ondeggia tra le dita, nelle narici il profumo del cibo che sfugge alle finestre.

Firenze e le sue buchette del vino

Buchette Firenze

Queste minuscole porticine esistono davvero, e si chiamano buchette del vino. Perfino in questo scatto potrete scovarne una (un po’ più a sinistra.. eccola, proprio lì).  Spero che la mia storia mi sia piaciuta, e che d’ora in poi, ogni volta che passeggerete tra le viuzze di Firenze, anche il vostro sguardo non potrà fare a meno di vagare sulle mura dei vecchi palazzi.

Non dovrete faticare molto, prima di veder sbucare una di queste porticine: dentro le mura di Firenze si nascondono ben 149 buchette del vino. Quale modo più originale per esplorare la città?

Le buchette del vino tornano in auge

Immaginate la mia meraviglia quando ho scoperto che, pochi anni fa, alcune buchette del vino sono tornate funzionanti. Dove trovarne una? Ecco un piccolo elenco che ho preparato per voi. Vi basterà camminare fino ad una di queste vie, bussare alla porticina che vi troverete davanti e frugare tra le tasche in cerca di qualche moneta. Et voilà, la buchetta si aprirà per voi.

Passanti che chiacchierano per le strade di Firenze

Buchette del vino funzionanti

Osteria delle Belle Donne via de’ Benci 3, Firenze
La Buchetta Food&Wine via de’ Benci 20, Firenze
Le Botteghe di Donatello via dei Federighi 2, Firenze
Trattoria Osteria da Que’ Ganzi via Ghibellina 121, Firenze
Oibò via Guelfa 82, Firenze
Johnny Bruschetta via Maffia 18/A, Firenze
Il Latini via de Palchetti 4, Firenze
Finisterrae via de’ Pepi 8, Firenze
Osteria delle Brache via Pietrapiana 30, Firenze
Babae via della Scala 8, Firenze
Odeon Bistrovia Taddea 5, Firenze
Ristorante Buca Lapi via de Velluti 4, Firenze
Vivoli Gelateria Borgo La Croce 59, Firenze
Cantina del Gelato via de’ Bardi 44, Firenze

Covid e buchette del vino: un ristoro anti-contagio

La scorsa primavera, alla fine del primo lockdown, non solo osterie e vinoteche hanno riaperto le mura dello loro buchette. Caffè, granite e coni gelati hanno preso ad apparire in tutta la città attraverso queste finestrelle, offrendo a residenti e turisti una rifrescante pausa anti-contagio durante le loro passeggiate nel centro storico: un successo immediato, che ha raccontato al mondo una vecchia storia tutta italiana.

Che i fiorentini abbiano preso spunto dai libri di storia, e siano tornati con la memoria al 1634, alla fine dell’epidemia di peste che colpì la città? È proprio allora che gli “sportelli del vino” vennero usati più che mai con finalità anti-contagio: quando il cliente bussava alla porticina, il servo prendeva il denaro e lo disinfettava con l’aceto, e poi faceva la stessa cosa con il fiasco che porgeva attraverso il piccolo passaggio.

Parole in Barattolo: bu-chét-ta

Buhette Firenze

Buchette, finestrini, buche, porticine, finestrine, e ancora porticciole, nicchie e porticelle. Sono tanti i nomi con cui, nel corso dei secoli, sono state chiamate le buchette del vino. E nelle altre lingue? In questi anni, in cui la fama delle nostre finestrelle ha affascinato i turisti provenienti da tutto il mondo, le traduzioni si sono basate sull’idea di “finestre del vino”.  Eccone alcuni esempi:

Le buchette del vino nel mondo

Inglese: Wine windows
Francese: Vitrines à vin
Spagnolo: Ventanas del vino
Tedesco: Weinfenster
Greco:Parathyra tou krasiou’
Olandese: Voor wijn
Portoghese: Janelas de vinho /buracos do vinho
Ungherese: borablakok
Russo: Vinne okna
Giappponese: Wain no komado

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